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Contrappunti dell’eros sacro: i mottetti di Palestrina sul Cantico dei Cantici

Contrappunti dell'eros sacro: i mottetti di Palestrina sul Cantico dei Cantici

di Daniele V. Filippi

Illustrazioni di Simone Gammino

Scegliere il Cantico dei Cantici, uno dei testi più trasversali della Bibbia, della poesia arcaica, è scegliere la celebrazione dell’umanità nel suo sentimento più grande: è scegliere un amore reso da Palestrina in mottetti spirituali che riuniscono il cielo e la terra trasfigurando, per merito dell’uno, la forza dell’altra. Dall’insieme di linee melodiche variegate, colori armonici, luci e bagliori imitativi risulta un canto che, come nel dialogo tra due anime innamorate, riporta velluti e asprezze, ansia e conforto, gioia luminosa e paura profonda, incarnando l’autenticità dell’essere umano ma restituendola nella più alta visione della sua potenza.

Daniele V. Filippi conduce il lettore in un percorso sempre più intenso, che dalla storia del Cantico porta alla musica di Palestrina dritto fino alle emozionanti intensità del suono che ne deriva. La trasversalità del sentimento, del concetto, della musica, non poteva che suggerire un’apertura anche visiva, e nuovissima, realizzata dal giovane artista Simone Gammino in tavole appositamente immaginate e realizzate per questa tiratura limitata delle Piccole Edizioni Noema.

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Per sapere come ottenere l’elegante edizione cartacea del volume a tiratura limitata, contatta l’Associazione Noema.

A breve la possibilità di scaricare il saggio

L’AUTORE

Daniele V. Filippi (1975) è professore associato di musicologia e storia della musica presso l’Università degli Studi di Torino. Il suo percorso si è snodato sul doppio binario musica e libri: dopo il dottorato in filologia musicale all’Università degli Studi di Pavia/Cremona e un master in editoria a Milano, ha lavorato presso la casa editrice Adelphi, curando la revisione della traduzione e la realizzazione editoriale di opere di argomento musicale come Musicofilia di Oliver Sacks (2008), Ricordi e commenti di Robert Craft e Igor’ Stravinskij (2008) e Lo stile classico di Charles Rosen (2013), ma anche testi di saggistica e narrativa di autori come Darnton, Faulkner, Kipling, Naipaul e Richler. In seguito è stato Research Fellow al Jesuit Institute del Boston College (Boston, USA) dal 2012 al 2014, con un progetto di ricerca sul paesaggio sonoro del cattolicesimo nella prima età moderna. Dal 2014 al 2020 ha lavorato alla Schola Cantorum Basiliensis (Basilea, Svizzera), nell’ambito di progetti dedicati alla musica sacra del secondo Quattrocento, con particolare focus sul repertorio della corte sforzesca e del Duomo di Milano. I suoi interessi di studio si sono concentrati sulla musica, la spiritualità e i paesaggi sonori fra Quattro e Seicento, e ha pubblicato edizioni critiche, libri e studi su compositori come Compère, Gaffurio, Palestrina, Victoria e Marenzio. È attivo anche come editor e traduttore (Patrick Leigh Fermor, I violini di Saint Jacques, Adelphi, 2023; Leonard Bernstein, La domanda senza risposta. Sei conferenze a Harvard, Adelphi, in corso di stampa).

L’ILLUSTRATORE

Simone Gammino (1994) è un artista visivo e make-up artist italiano con base a Milano. Ha iniziato la sua carriera dopo aver conseguito il diploma in Make-up presso l’Accademia del Teatro alla Scala, a seguito dei suoi studi in Belle Arti, dove si è specializzato in disegno, pittura e scultura. Ancora oggi, continua a intrecciare le arti visive con il suo lavoro, mantenendo un approccio poliedrico e sperimentale e coltivando al contempo la sua passione per l’illustrazione, che rappresenta una delle sue principali forme di espressione creativa. Dal 2015 al 2018 ha lavorato con Make Up For Ever, dove ha sviluppato una solida base nel settore beauty. Nel 2018 si è trasferito a Londra per specializzarsi in Special Effects e Character Design presso il Gorton Studio, con l’obiettivo di fondere la sua passione per le creature immaginarie e il cinema con il mondo della moda. Nel 2019 ha intrapreso la carriera da freelance, lavorando inizialmente come scultore prostetico per produzioni cinematografiche, per poi passare all’industria del beauty e del- la moda. Oggi è rappresentato a livello internazionale dalla Julian Watson Agency e il suo curriculum vanta collaborazioni con brand come Giorgio Armani e Del Core, oltre che con artisti come Björk e Michèle Lamy. Il suo lavoro è stato pubblicato su riviste come Vogue, Harper’s Bazaar, Numéro e i-D.

Lo stile di Simone è definito da un’estetica drammatica ma minimalista, che attinge a influenze surrealiste, alla cultura gotica e all’arte classica. Integra la sua passione per la bellezza con tecniche pittoriche, scultura 3D e caratterizzazione teatrale, sviluppando una narrazione romantica, oscura e audace.