«Über dieser Fuge, wo der Nahme B.A.C.H. im Contrasubject angebracht worden, ist der Verfasser gestorben»
Su questa fuga, dove il nome B.A.C.H. viene usato come controsoggetto, l’autore è morto.
Carl Philipp Emanuel appone la notizia a conclusione del manoscritto del padre, prima di darla alle stampe nel 1751, immediatamente dopo la sua scomparsa. Non sappiamo se sia vero: la scrittura ferma del manoscritto ha poca familiarità con le difficoltà visive di Bach degli ultimi mesi di vita. Ma certamente ha conferito all’opera un’aura poetica e un po’ melodrammatica, rafforzata dal corale “Von deinen Thron” di abbandono a Dio inserito nella stampa a fine opera, che ci è piaciuto trattenere nel tempo: forse perché quando il genio viene limitato dalla sua più contingente umanità, sentiamo con conforto di essere tutti parte della stessa specie; forse perché, in senso opposto, una stretta allo stomaco ci ricorda che neanche quel genio ha potuto superare il limite, sebbene la sua mente lo avesse già fatto: in fondo, più o meno consapevolmente, tutti gli essere umani fanno il tifo per l’immortalità e per chi se ne avvicina.
Forse, pensare all’umanità di quell’artefice ci aiuta a contenere la spaventosa altezza intellettuale che la sua opera, Die Kunst der Fuge, ha raggiunto. Ma è solo per un momento, finché la musica non viene tradotta in suono da qualcuno: quando si ritorna all’ascolto, la scalata riprende il suo corso, la vertigine è protagonista insieme allo stupore e ogni riduzione è inutile e imbarazzante.
L’aveva scritta p
er gli intellettuali, Bach, senza indicare strumenti con cui realizzarla: venerdì 20 marzo 2020 alle ore 21 nella Chiesa di S. Maria Segreta a Milano la ascolteremo su un organo di rilievo, ricco di registri e possibilità sonore, per lettura e mano di ALESSIO CORTI, che la sente e studia da quando ancora non sapeva ben scrivere e ne sfida l’interpretazione da pochi anni dopo aver imparato a farlo.
RAFFAELE MELLACE sarà guida di eccellenza all’ascolto: sempre venerdì 20 marzo alle ore 18.30, presso l’Auditorium di S. Maria Segreta in via Bazzoni 2, uno dei maggiori esperti dell’opera bachiana in Italia e in Europa ci introdurrà nel prezioso mondo del contrappunto, dei suoi canoni matematici, degli specchi che generano il ‘controcanto’ in modo apparentemente magico, come solo un gioco di specchi può far credere.
Il Progetto BACH, nato per promuovere l’esecuzione delle grandi opere für Klavier e principalmente organistiche di Johann Sebastian Bach, persegue anche l’obiettivo di esplorarne la scrittura attraverso più canali di diverso organico, repertorio ed epoca: grazie alla generosa collaborazione con Istante Collective, il progetto compie quest’anno il suo primo passo.
Martedì 17 marzo alle ore 21, sempre nella Chiesa di S. Maria Segreta, ISTANTE COLLECTIVE E CARLA BABELEGOTO (mezzosoprano) apriranno lo sguardo sul mondo musicale di Johann Sebastian Bach attraverso l’opera di un altro compositore a lui coevo, forse il più prolifico e famoso del tempo: Georg Philipp Telemann. In stretto contatto con Bach, grande conoscitore della musica di Lully, Telemann era anche affascinato dal ritmi e danze popolari che spesso inseriva nelle sue composizioni, sia sacre che profane. Per questo le sue cantate brevi verranno immerse, in questo programma, tra danze di Purcell, Lully e Praetorius, musica vocale di Buxtehude e un corale di J. G. Janitsch, inusuale tra i più noti barocchisti.
Bach apre il 2020 dell’Associazione Noema: il semestre proseguirà con l’ottava edizione del Festival dell’Ascensione che si terrà ancora nella Basilica di San Calimero ogni domenica dal 3 maggio al 7 giugno. I concerti avranno inizio alle ore 20.45, preceduti alle ore 20 da una introduzione al programma: dal Vergine bella di Petrarca musicato innumerevoli volte da straordinari compositori, si viaggerà attraverso i racconti musicali sulle crociate, l’arte della memoria e dell’improvvisazione ‘sulla mano di Guido d’Arezzo’, la filosofia della musica delle Sfere coniugata tra il XII e il XIV secolo, fino alle magnifiche pagine scritte per Milano sul finire del Quattrocento. Il 31 maggio l’appuntamento, nuovo e speciale per questa edizione, è con “La bellezza necessaria”, in una lezione tenuta dal Prof. Alberto Cavalli (Politecnico di Milano), con interventi musicali dal vivo.
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Associazione Noema
Giuditta Comerci, direttore artistico
