PROGETTO BACH 2026
GUERRERO | BACH | HAYDN
TRITTICO D’ALTARE
Milano, 18, 22 e 29 marzo
La nona edizione del Progetto BACH, nato per promuovere l’esecuzione delle grandi opere “für Clavier”, ovvero per tastiera, e principalmente organistiche di Johann Sebastian Bach, è esposta quest’anno come trittico di concerti, legati, nella loro estrema diversità, da un filo principale: la parola assorbita e restituita dalle forme della musica.
Il Progetto Bach 2026, programmato nei giorni appena precedenti la Settimana Santa, focalizza l’interesse sulla capacità straordinaria con cui Francisco Guerrero (con T. L. de Victoria), Johann Sebastian Bach e Franz Joseph Haydn restituiscono i contenuti del testo prescelto nella piena estetica del loro tempo, nella miglior appropriatezza dello strumento e nella piena sensibilità della loro personalità.
Tre organici, pilastri della storia della musica occidentale; tre maestri del colore polifonico; tre visioni della parola in contesti differenti ma nella medesima meditazione testuale e teologica.
Mercoledì 18 marzo alle ore 20.30 sarà ancora il Maestro Alessio Corti ad aprire il Progetto BACH, all’organo Tamburini della Chiesa di S. Maria Segreta, il più grande di Milano a trasmissione meccanica; sarà seguito domenica 22 marzo alle ore 17 dall’Autarena Ensemble in formazione di quartetto d’archi e dall’Ensemble Vocale Harmonia Cordis la domenica successiva, 29 marzo alle ore 17.
Chiesa di S. Maria Segreta: Piazza Tommaseo – Milano (MM1 Conciliazione)
INGRESSO LIBERO
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FB: Noema CulturaMusicale
Tel. +39 347 0660724
La pala d’altare nacque come tavola rettangolare intorno all’XI secolo, ma si passò presto alla coordinazione di tavole distinte e affiancate, con scene direttamente o indirettamente connesse al quadro principale, con suddivisioni anche complesse e articolazioni che proseguivano a decorare gli altari laterali. Il PROGETTO BACH si presenta nel 2026 proprio come un trittico d’altare, il cui soggetto principale, ispirato dall’opera di Johann Sebastian Bach, è condiviso dai tre dipinti ma non immediato allo sguardo.
Se dovessimo scegliere una lezione in particolare che provenga dal maestro di Eisenach, non sarebbe difficile concordare sull’uso della musica quale strumento per la realizzazione in forme sonore della parola: non come pittura madrigalistica dei termini, ma come profonda restituzione del senso e delle plurime dimensioni testo. Questo il tema che ha coordinato la scelta dei tre concerti del PROGETTO BACH 2026.
Nel tentativo di onorare il senso, i quattro colori predominanti nelle pale d’altare rinascimentali, qui trasfigurati in chiave contemporanea, segnano anche le scelte grafiche delle nostre presentazioni: il blu lapislazzuli dei manti delle madonne e dei santi, simbolo di purezza; il rosso carminio o vermiglio dei martiri, simbolo di passione e sacrificio; il verde di natura nei panneggi, segno di rinascita e speranza; l’oro/ocra che spesso riempie i fondi, i dettagli sacri, simbolo di luce e divinità.